Dopo la trasmissione di Report, parliamo ancora di alimentazione

Gentilissimi,

la trasmissione di Report di qualche tempo fa (clicca qui per vederne uno stralcio pubblicato dalla loro redazione su Facebook) ha fatto molto rumore sia tra i proprietari di animali, che tra i veterinari.

Chi segue le mie newsletter, sa quanto io abbia sempre sostenuto il fatto che l’alimentazione sia essenziale per mantenere un soggetto in buona salute; di seguito troverete il testo della mail che ho inviato la scorsa settimana sul forum Scivac, quello più seguito dalla categoria.

Cari Colleghi,

credo si possa essere tutti d’accordo che la categoria si è sempre adoperata per sapere tutto di chirurgia, clinica o diagnostica, tralasciando (quasi) completamente l’aspetto alimentare.

Ultimamente, per nuove esperienze professionali, mi occupo di alimentazione e ricevo quotidianamente richieste da privati, ma soprattutto allevatori in merito al tipo di dieta consigliata.

Premesso che in Germania vi sono macellerie rivolte esclusivamente a cani e gatti e che online si possono acquistare cibi preconfezionati per dieta Barf o sue varianti, la questione cibo ritengo sia essenziale per mantenere in salute qualsiasi organismo (“l’uomo è ciò che mangia” venne detto e scritto secoli fa e “siamo ciò che mangiamo” è stato lo slogan di Expo 2015).

La formula che mi venne insegnata quando iniziai a lavorare ed il petfood era solo agli inizi, era la seguente:

3% del peso (4% in accrescimento, per animali defedati o sportivi e 2% per anziani od obesi) di cui
35/40% di carne, pesce o legumi
50% di pane, pasta o riso
10/15% di frutta o verdura
con l’aggiunta di 1 cucchiaio di olio.

Il cibo fresco ha pregi e difetti (si è parlato di salmonelle, possiamo aggiungere diverse parassitosi più o meno pericolose ed altro), così come ha pregi e difetti il preconfezionato (oggi l’ultima moda è il grain free che, non contenendo cereali, se non altro evita le possibili aflatossine…).

E’ indubbio che il cibo fresco richieda più attenzioni da parte del proprietario che deve gestire diverse integrazioni per ottenere una dieta bilanciata; è altrettanto vero che un cane alimentato a cibo fresco soffra meno di disturbi intestinali rispetto ad uno alimentato con un cibo secco che, per mantenere un prezzo basso, contiene sempre più cereali.

Discorso molto diverso per quanto riguarda gli animali con patologie, nei quali ritengo molto utili le diete specifiche.

La nostra professione, per quanto possibile, si deve adattare alle esigenze del proprietario e questo tanto in terapia (sciroppo, piuttosto che compresse o iniezioni), quanto in alimentazione (preconfezionata piuttosto che fresca); io credo non si possa imporre, ma solo consigliare un proprietario scegliendo di volta in volta in base alla persona che abbiamo davanti: credo che questo sia il compito del “medico veterinario di famiglia”, quello che meglio conosce la situazione e propone di conseguenza”.

Sembra quasi che dal punto di vista personale, per un veterinario clinico, sia più soddisfacente curare che prevenire, ricettare piuttosto che informare; sicuramente è più redditizio, ma più per l’industria farmaceutica ed alimentare che per il veterinario stesso.

Un caro saluto.

Andrea Maurizzi
Vet-Service srl
tel. 051 0495370